Note Integrative al REGOLAMENTO APPLICATIVO 
Art. 1 – Finalità La prima preoccupazione del Comitato nel valutare un progetto è che sia un servizio a favore dei poveri. La richiesta presentata al Comitato deve pertanto avere una obiettiva finalità sociale e di promozione umana, escludendo quindi progetti di ordine pastorale. Partendo dalla descrizione della realtà e dal contesto di riferimento occorre ben evidenziare gli obiettivi e le finalità che il progetto si propone, descrivendo in modo dettagliato il percorso formativo e di sviluppo che si intende perseguire. Si richiede che con chiarezza e in modo particolareggiato vengano enunciati, oltre i percorsi formativi, le modalità di esecuzione, i tempi di realizzazione e la ricaduta sociale, culturale ed economica delle attività che si propongono al finanziamento. Le voci di costo non devono essere riferite ad attività istituzionali, ma a quelle che necessitano o di un sostegno per l’avvio (deve essere quindi chiaro e esplicitato l’obiettivo e la metodologia dell’autosostentamento, che comunque vale per ogni richiesta) o attività specifiche o innovative. Art. 2 – Soggetti richiedenti Le associazioni Onlus e Ong italiane devono avere nello statuto un esplicito riferimento alla cooperazione e al volontariato internazionale; quelle estere devono essere di emanazione ecclesiale o comunque riconosciute dalla Chiesa locale. Sarebbe opportuno che ogni ente con un progetto in corso di finanziamento non ne presentasse altri con la stessa finalità e nel medesimo luogo, prima della conclusione. Si precisa che le associazioni Onlus e Ong sono chiamate a segnalare il nominativo di un loro rappresentante in loco in relazione al progetto, fino alla conclusione o per un periodo continuativo di almeno otto mesi l’anno. Art. 5 - Finanziamento dei progetti
a) Attività finanziabili: Un aspetto da precisare è legato alle borse di studio. Quest’ultime vengono concesse solo se inglobate in un progetto più ampio che abbia una ricaduta specifica di formazione e sviluppo sociale. I soggetti individuati possono acquisire competenze permanenti, legate all’organismo proponente ed effettuate in loco o nelle regioni dei paesi in via di sviluppo. Rimanendo all’interno di un progetto formativo, il Comitato si riserva la facoltà di valutare il finanziamento parziale o totale della strutture edilizie purché queste risultino “semplici” e “indispensabili” ai fini dichiarati. Sono inoltre finanziabili anche le attività a tutela dell’ambiente. b) Attività non finanziabili: Non sono attività finanziabili tutte le spese correnti e di gestione del progetto, i costi del personale impiegato in modo continuativo (salario annuale), le spese di viaggio di volontari e di quanti preparano e seguono i progetti, le spese assistenziali, gli automezzi, a meno che non siano direttamente e chiaramente legati ad una attività sul territorio. Art. 6 - Documentazione richiesta Tutti i progetti devono essere presentati, oltre che con la documentazione già enunciata nel Regolamento, da una lettera di supporto a firma del Vescovo diocesano. Si richiede inoltre un preventivo a colonne, specificando le voci richieste al Comitato espresse in forma sintetica e analitica, con la specifica del personale impiegato. Il tutto dev’essere accompagnato da fatture pro-forma e preventivi. Al termine del progetto, è richiesta una rendicontazione precisa e documentata, che partirà dalla data di approvazione del progetto.
Cei - Comitato per gli interventi caritativi a favore del Terzo Mondo
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